Donne politiche: un passo avanti, d’autorità. Appuntamento a Roma

di Marina Terragni

(Da MASCHILE/FEMMINILE)

Le donne che amano la politica, e che quando riescono -se riescono- a entrare nelle istituzioni si ritrovano a farla con senso di inutilità, insoddisfazione, frustrazione, senza riuscire a portarci il loro meglio, indebolite perché costrette a una lingua e a un simbolico che non sono i loro, che non parlano della propria esperienza delle cose, delle relazioni e del mondo, dovrebbero porre attenzione al pensiero di alcune che lavorano per offrire strumenti e linguaggi che le rafforzino nel loro difficile percorso. Perché non basta più -ammesso che sia mai bastato- ragionare su “quante”, si tratta di fare un deciso passo avanti sul “come”.

Un’ottima occasione che segnalo a tutte -in particolare alle “politiche”, ma non solo, e anche a quegli uomini che condividano il desiderio di cambiamento- è l’incontro “Invito al passo avanti, d’autorità”organizzato a Roma il prossimo 29-30 marzo (Casa Internazionale delle Donne, via della Lungara 19) dalla Rete delle Città Vicine, dall’Associazione “Autorità Femminile nella Politica” e da MAG Servizi Verona.

Si discuterà a partire dal libro di Annarosa Buttarelli Sovrane. L’autorità femminile al governo(saggio di cui abbiamo scritto diffusamente qui)  con la speranza” si scrive nell’invito “che la discussione comune dia forza, idee e pratiche alle donne che hanno passione per la politica e agli uomini che non ne possono più di essere ricacciati ogni giorno indietro da altri uomini affamati di potere, di soldi, di corruzione. Forse si è ripresentato il momento, il kairos, che offre la possibilità di una ripresa del “movimento delle amministratrici” che ci sorprese negli anni ’90 e la cui storia è narrata in Sovrane. Vogliamo provare a vedere se ci sono le condizioni, i desideri e la forza necessari per riprendere il cammino con un inedito passo avanti. Le pratiche politiche dei movimenti attuali, i fermenti, le creazioni sociali e politiche, i nuovi immaginari del cambiamento, i desideri costituenti, le indignazioni, le occupazioni, le imprese sociali… sono tutte buone pratiche che molte di noi, insieme a compagni di strada, stanno seguendo e realizzando.. Desideriamo intrecciare tutte queste esperienze e orientarle saldamente nella politica delle donne, la radicale politica della differenza sessuale che propone l’autorità femminile come pratica di governo senza la necessità di avere potere, ma non respingendo il desiderio di donne di mostrarne un uso del tutto contingente e impersonale”

 

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